Chi sono

Alberto Zorzi

Advisor per il passaggio generazionale. Designer strategico e sistemico

Il passaggio generazionale l’ho vissuto da dentro, so quanto costa attraversarlo senza nessuno accanto.

Da dove vengo

La Zorzi è nata nel 1864 lavorando i metalli, e la sua specialità erano le trafile per la pasta. Già allora le facevamo con due materiali nella stessa trafila, un’intuizione che non era di tutti: uno lasciava scorrere l’impasto, mentre il bronzo lo rendeva ruvido e poroso, così da trattenere meglio il sugo (buongustai da generazioni).

Nella mia famiglia si tramanda una storia. Un carico di trafile partì per Shanghai e arrivò malconcio, forse per colpa del lungo viaggio. Così la pasta ne uscì a spirale e, tagliata lunga come uno spaghetto… diventava una sfida a ogni forchettata. Quando l’aneddoto arrivò a un noto pastificio napoletano, oltre a scherzarci sopra, gli venne un idea e ci chiesero di esaltare quel difetto e creammo lo stampo apposta e così è nato il “Fusillo”.

Qualche anno dopo, in tempo di guerra, l’esercito ci chiese delle cucine da campo, da costruire con i pezzi recuperati dai carri. Alla prima buca le pentole saltarono fuori una dopo l’altra, rancio compreso. Da quel disastro nacque l’intuizione del mio bisnonno Giuseppe, il timone a triangolo, e il rimorchio smise di oscillare e trovò la sua stabilità. Poi vennero sospensioni, agganci e soluzioni pensate per ogni cliente, alcune ancora oggi usate da tutti sulle strade. Così sono nati i rimorchi costruiti su misura, il nostro mestiere per oltre un secolo.

Sono cresciuto dentro quell’impresa. Dal 1998 al 2016 ho lavorato in Zorzi, dal commerciale alla programmazione fino al coordinamento tra i reparti. Ho attraversato i cambi generazionali dall’interno, le aspettative, i silenzi, le tensioni, le decisioni che nessuno spiega e tutti eseguono.

Avevo bisogno di una figura come quella che sono oggi. Non esisteva.

Due sguardi sulla stessa impresa

Un’impresa di famiglia è un sistema vivo. Trattarla come un problema da risolvere in fretta è il modo più rapido per romperla.

Il primo sguardo va alle persone. Mi metto nei panni di chi ha fondato, di chi continua e di chi guida i reparti, e capisco cosa serve davvero a ciascuno.

Il secondo guarda l’insieme. Famiglia, proprietà, dirigenti e banche tirano ognuno dalla sua parte, e ogni scelta ha effetti a catena.

Ogni impresa ha i suoi passi, le sue strutture, le sue velocità. Per questo affianco, ascolto, unisco i punti, creo prospettiva tra posizioni diverse, come quella di un padre e quella di un figlio o di una figlia e trasformo i punti deboli in identità. E se serve entro in campo con strategie personali ma principalmente mi piace di più farle nascere dai diretti interessati.

Cosa ho imparato dalle cadute

Nel kintsugi giapponese un vaso rotto si ripara con l’oro, le crepe diventano la parte più preziosa, ho fatto tesoro del mio percorso, trasformato cadute in esperienza e valore al servizio di chi ha il coraggio di mettersi in discussione.


Ho visto idee giuste incontrare il momento sbagliato, e ho imparato a distinguere le due cose, creando i contesti migliori.

Ho guidato progetti in anticipo sui tempi

2008 · New York

Logo Zorzi New York

Nel 2008 ho aperto a New York Zorzi, un ristorante pensato come vetrina di un progetto più grande: un portale certificato ed etico delle eccellenze del Made in Italy, non solo agroalimentari. Cuochi formati in accademia in Italia, una cucina come si mangia in Italia, design italiano progettato con architetti italiani, il cinema italiano proiettato durante la cena. Dall’Italia, la Fondazione faceva da ponte tra le imprese e avvocati, commercialisti e distributori americani. Un progetto di cinque anni che ha visto la luce nel Ferragosto 2008, messo subito a dura prova dopo un mese con il tracollo Lehman Brothers e il progetto non ha potuto proseguire.

2009 · Ismerian

Logo Ismerian

Nel gennaio 2009 ho aperto ISMERIAN, il primo centro privato europeo di medicina anti-aging, preventiva e predittiva, quando ancora nessuno ne parlava. I suoi protocolli, generati da medici usciti dall’agenzia spaziale europea ESA, hanno seguito oltre 4.000 persone. Lì ho imparato quanto vale il know-how, e quanto è fragile quando resta in una sola persona.

Senato e Arabia Saudita

Più di recente sono stato invitato a presentare in Senato un modello di Smart City centrata sul benessere delle persone. Da lì sono nati i progetti per l’Arabia Saudita legati a Vision 2030: una città del turismo e del benessere e un’accademia dello sport.

Italia · Stati Uniti · Emirati

Ho lavorato come amministratore e in ruoli di responsabilità in aziende in Italia, negli Stati Uniti e negli Emirati. Questi progetti sono nati con la Fondazione Zorzi. Oggi in quei contesti lavoro in ambito di Smart Society.

Il Made in Italy è nato da un metodo

Nel 2007 ho fondato con mio padre la Fondazione Zorzi, che oggi presiedo.

Il “Fusillo” e le cucine da campo raccontate in precedenza, mostrano lo stesso metodo che ha fatto grande l’Italia: trasformare un limite in forma. Prima di diventare etichetta, il Made in Italy è nato così, nelle imprese.

La Fondazione porta questo metodo nella società di domani, con progetti etici ed evolutivi centrati sul benessere delle persone.

Che si tratti di progetti sociali o di imprese, il lavoro è lo stesso: mettere in squadra le forze e far funzionare sistemi complessi. Per questo la Fondazione ha partecipato anche al tavolo interministeriale della Farnesina con le imprese sulla ricostruzione dell’Ucraina.

Oggi come Fondazione scegliamo come motore le imprese che creano valore e decidono di reinvestirlo in qualcosa che resta. Per alcune famiglie imprenditoriali può diventare uno strumento per dare forma al proprio lascito.

È una direzione, più che un traguardo. Se la condividi, possiamo percorrerla insieme.

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